Kaky observed his own tracks on the floor of the station, so black and smooth it looked like a blackboard.
He heard a shrill squeal and shuddered.
The wheels of the vehicle lifted up and the metal was reduced to a fine, lightly scented and exciting powder.
It was then that a naked and embroidered breast brushed against him. He gripped the handle of the laptop and resigned himself to gravitating around the cabin. This was anechoic and outside, the canonical tubular walls partially digested time.
He set off and was disorientated, ignoring the coloured tongues, particularly attractive that day, hanging luminous and languid at the windows, slightly too baroque.
He put himself in the shoes of a clerk and thus found the right move to open and turn on the laptop.
He wrote: "All around, engraved and dark, our concentrations are abandoned to be hidden. In high growths, modest beyond the light, pushes a narrow opening."
He was interrupted by an announcement: " Two passengers on arrival!" The two were both enormous. . .
He thought that to chat with such a difference in mass would be tiring and turned back to concentrate on the screen.
But the click of the beds opening made him jump. He looked up. The two fat women were already sealed into their transparent cocoons in full sleep induction.
An image of the open landscape of the great plain came into his mind. But he remembered that that was not at all where they were heading and the panorama would be quite different.
They were already at the first stop - his!
He got out of the cabin and was already in a bad mood. He met an officer and asked him what he needed to know, although he knew he would have to endure the verbose dialect of the cavaliers:
" Where is the cemetery, my good man. "
" Enpris ai grenour folie, que li faus enfes ki crie, per la bele estoile avoir, qu'il voit haut et cler seoir. "
This worsened his mood, partly because the man had not realised he was transsexual. He moved away brusquely, skating on the waxed track with his fireproof shoes and getting clumsily into a taxi.
He looked beyond the door and his soul took a deep breath.
Massive mountains, swollen and blue, ran down to the water of a lake whose colour and dense regular waves made it seem like an immense ploughed field.
Across this, ran a straight road, made hateful by the disagreeable people who thronged it. He changed his mind and told the taxi to take him to his relatives, thinking:
" If it reads the card, it will set off. " And in fact it began to move, but very slowly.
He relaxed and admired the inside of the vehicle. This was self-modelling, absorbent, free from all colours and reflections, recently designed.
Unfortunately there was an unpleasant smell of vanilla.
The unexpected acceleration brought him back to reality. He stared into that neutral tint and realised he would soon be meeting
Kaky osservava le orme che lui stesso aveva lasciato sul pavimento della stazione, così nero e liscio che sembrava una lavagna; udendo un acuto stridio, rabbrividì.
Le ruote della macchina si sollevavano e di già riducevano il metallo ad un fine pulviscolo, leggermente profumato ed euforizzante.
Fu allora che venne sfiorato da un seno nudo e ricamato.
Serrò tra le dita la maniglia del portatile, e si rassegnò a gravitare nella cabina.
Questa era anecoica, e le pareti canoniche tubolari, digerivano, al loro esterno, parzialmente il tempo.
Partì, ed ingannò se stesso, ignorando le lingue colorate, quel giorno particolarmente belle, che si stendevano luminose e languide, appena troppo barocche, sui finestrini.
Si calò nei panni di un impiegatuccio.
Trovò così la mossa giusta per aprire ed accendere il portatile, e scrisse:
" Sempre attorno, incise e cupe, le nostre concentrazioni, si abbandonano per essere nascoste. In alte crescite, preme, modesto oltre la luce, e comunque, un pertugio... "
L'interruppe un annuncio: " Due passeggere in arrivo! "
Le due erano entrambe enormi...
Pensò che chiacchierare con una differenza di massa così grande sarebbe stato faticoso, e si riconcentrò sullo schermo.
Ma lo schiocco dell'apertura dei letti lo fece sobbalzare.
Alzò lo sguardo: le ciccione erano ormai sigillate nei bozzoli trasparenti, in piena induzione al sonno. Gli venne allora da pensare alla natura aperta della grande pianura.
Ma si ricordò che non stava affatto dirigendosi verso quella, e che ben altro sarebbe stato il panorama. Era ormai giunta la prima fermata: la sua!
Uscì dalla cabina, ed era già di malumore. Incontrò un ufficiale, a cui si rivolse per l'informazione necessaria, anche se sapeva di doversi sorbire il prolisso dialetto dei cavalieri:
" Dov'é il cimitero, caro? "
" Enpris ai grenour folie, que li faus enfes ki crie, per la bele estoile avoir, qu'il voit haut et cler seoir. "
Si indispose ulteriormente; anche perché quello non si era accorto della sua transessualità. Di scatto si allontanò, pattinando con le scarpette ignifughe sulla pista cerata, ed infilandosi, non troppo agilmente, in un taxi.
Il suo sguardo si allungò oltre la portiera, e l'animo suo ebbe un ampio respiro: grandi monti, gonfi e blu, giungevano sino all'acqua di un lago che, per il colore e le onde così fitte e regolari, sembrava un immenso campo arato.
Tutto ciò veniva attraversato da una strada dritta ed odiosa, densa com'era di sgarbati.
Cambiò idea. Disse al taxi di portarlo dai parenti, pensando: " Se legge la tessera parte. " Infatti il mezzo si mosse, ma assai lentamente.
Si rilassò, ed apprezzò l'arredamento dell'abitacolo: automodellante, assorbente, privo di colori e riflessi, appena disegnato.
Purtroppo, vi era un antipatico odore di vaniglia.
L'improvvisa accelerazione lo riportò alla realtà; fissò lo sguardo in quella tinta neutra, e si rese conto che, di lì a poco, si sarebbe incontrato con Nonica, sua zia, e si sentì in imbarazzo.
Tuttavia lo superò subito. Infatti ebbe modo di distrarsi


LIBI'S
EXHIBITIONSPAINTINGS
MUSICSCIENCE

FICTIONS
EMAIL: libi-@libero.it
HOMEPAGE
powered by Fonoprint New Media

Hosted by Musicanews.com